WHEN I WAS DEAD: specchio delle mie brame

 

snapshot dal set di When I was dead

WHEN I WAS DEAD : Specchio delle mie brame

Un’ora imprecisata della giornata, cercando fra post it, i gialli sono sulle location e quelli bianchi sullo specchio: il mio producer dice che comunque la tizia non ha capito cosa e penso ah!e dice che bisogna girare prima qualcosa, almeno un paio di scene solo che budget zero. Devo scrivere almeno tutta la prima scena, il mio producer dice pure lo storyboard, tutte queste cose da mainstream e dico che nell’underground non c’è lo storribord ma lo so, nessuno crede all’underground e tantomeno all’horror underground.

SCENA I:

Esterno castello, notte.

Una strada sassosa e con molte, larghe pozzanghere. In una di queste si riflette la sagoma della ruota di una carrozza. L’inquadratura si allarga rivelando una carrozza molto elegante, di un nero luccicante simile a quella di un’astronave. Il vento molto forte fa ondeggiare la carrozza, ferma di fronte all’ingresso del castello, illuminato da una fonte di luce sconosciuta: i pesanti portoni rimangono chiusi, non v’è traccia di persone o movimento.

Zoom in lento sulla porta della carrozza che si apre violentemente, rivelando però nessuno all’interno:improvvisamente accompagnato da un lungo lamento escono come spinti da un vortice dei fogli, simili a delle pagine di un manoscritto, alcuni sembrano macchiati di rosso, quasi come il sigillo di ceralacca.

Cambio di inquadratura, close up degli stivali di una persona che cammina nelle pozzanghere che a loro volta sembrano illuminate da una luce molto violenta.La camera continua a seguire la camminata fino ai pesanti portoni.

Cambio inquadratura: campo lungo, la figura completamente vestita di nero si staglia all’ingresso, il vento ulula, i portoni sembrano come non fossero aperti da secoli.

Improvvisamente e con una violenza soprannaturale i portoni si aprono come guidati da una forza invisibile, i lamenti del vento si fermano e prende il posto il suono di un violino e di un’arpa, che invece di rassicurare aggiungono una nota inquietante. Dopo l’ingresso della figura i portoni si richiudono con altrettanta violenza, e si vedono delle crepe che si aprono alla richiusura.

INTERNO CASTELLO:

Una luce molto potente sembra uscire da un salone. La camera sembra attirata dalla luce e della musica. Si sentono riecheggiare i tacchi della persona che cammina, primissimo piano della mano che esce dalla manica orlata di pizzi neri che sembra dirigere la musica come un direttore d’orchestra. Il resto del castello è avvolto nell’oscurità, si scorgono solo solo dei dipinti molto strani appesi alle pareti dei corridoi.

La musica sale d’intensità mentre la camera continua la soggettiva della figura che cammina; dalle porte socchiuse del salone escono dei raggi di luce molto intensi. Inquadratura degli stivali, neri, senza traccia di acqua o fango.

Freeze di qualche secondo che sembrano infiniti e le porte si aprono di scatto abbagliando completamente lo spettatore, dissolvenza.

Uno specchio di una dimensione veramente imponente si staglia nel salone. La musica si ferma, non ci sono rumori, solo un leggero sospiro. La soggettiva continua, la camera sembra sollevarsi come appesa a fili invisibili; lo specchio non rivela traccia di niente o nessuno.

Segue dibattito.

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