THE VAMPIRE’S WIDOW

 

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Interno giorno

Un orrido bar di periferia di hinterland di grande città del nord. La camera a mano panoramica su interno locale, due clienti anzi uno sta inseguendo l’altro con una mazza da baseball, sottofondo di insulti sgradevoli in cinese. Odore di salsa di soia scaduta e luci invedibili.

La tizia di Netflix aveva chiamato e mi aveva detto aveva avuto il mio numero da un suo amico che poi aveva lavorato con lei e Netflix non ho capito facendo cosa ma chisene e ci incontriamo in questo locale che sembra vicino a casa e non in sede siamo alle solite ma chisene e dice tutta contenta che anche lei è una mia fan e che a Netflix stanno pensando di produrre serie miniserie tipo due puntate ma anche una o film minifilm fiction insomma ci siamo capiti e dico eh questa non l’avevo ancora sentita e dice ah ah e dico ah ah e chiedo se è come Hammer e mi guarda e pensa o almeno fa finta e dice noooooo e dico peccato ma dice che stava pensando a una o anche due o tre serie su un nuovo e dice proprio nuovonuovo personaggio che nell’horror ancora non si è visto qualcosa che ispiri ci risiamo con le ispirazioni e dico che ho qualcosa perché ovviamente noi nell’horror underground abbiamo sempre qualcosa e le butto lì la mia ultima idea sulla vedova del vampiro. La tizia che incredibilmente non ha ancora toccato l’iphono mi guarda con questo sguardo da Netflix e mi dice che il target perché ci sta il target sono i ggiovani e che l’horror per anziani è sì qualcosa di nuovo ma che non e dico che no non necessariamente è per un pubblico un po’ passato anzi è proprio per un pubblico di teen decerebrati non dico proprio così ma ci siamo capito e le chiedo quanto sarebbe l’ipotetico budget e dice che sììì a seconda del progetto e di chi ci sarebbe ma che vorrebbe sentire di questa idea e se le posso dare un’idea e dico ok e penso che comunque sono stufo di questi bar di merda dove mollo gratis pitch geniali che non vengono mai apprezzati ma non lo dico e dico in tre parole e mi ri-guarda con lo sguardo Netflix-grandi-numeri e dice ok se riesci a darmi un’idea e ci sarebbe questa vedova ma giovane perché nell’ottocento o pure settecento ci si sposava presto che sposa questo tizio che proprio non immaginava fosse un vampiro e che pure lei diventa vittima di questa maledizione e che per questa maledizione viene rinchiusa in questa croce ma ad un certo punto tipo dopo trecento anni si sveglia cioé però lei NON è un vampiro ma comunque si vuole vendicare e si mette a cercare l’ex marito che ovviamente essendo un vampiro è ancora molto vivo cioé semimorto ma noi sappiamo cosa e la tizia mi guarda e dice però però…

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CANDIDATURE SPONTANEE

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Interno giorno

Una orrida sala di multisala hinterland di grande città del nord. Camera a mano e panoramica su spettatori alle prese con social network e messaggeria istantanea. Puzza persistente di olio rancido e moquette non lavata. Luci decisamente artificiali e aria condizionata a lanci.

Nessuno alla ThinkBig sembra rispondere più al telefono o con qualsiasi altro mezzo è che i tizi sono talmente avanti che nemmeno loro riescono a prendersi credo che dicesse la stessa cosa Marshall McLuhan certo con parole diverse ma da quando ho iniziato a ri-proporre la serie Il sole si avvicina sui vampiri a capo di una banca che vuole comprare lotti di cimiteri abbandonati ho percepito una certa distanza comedire autoriale tutti i miei riferimenti a Tsa Hue Long e certo cinema vietnamita d’avanguardia vanno sempre un po’ persi nella conversazione me ne accorgo quando i tizi mettono gli auricolari e assumono una vaga aria di sfida o panico è difficile capirlo con le nuove generazioni.

Comunque ci sono sempre i tizi del parco divertimenti con il Black Hole che preferiscono sempre rimanere anonimi mi chiedono sempre di mandare mail con un sistema complicato e di usare parole codice come paracadute o bagagliaio ma faccio sempre abbastanza confusione tutta questa fiction seriale americana ha fatto solo danni ma mi sembra di aver capito che ci sono diversi problemi su come costruire una buca sotto l’attrazione senza un chilometro di permessi e l’ho sempre detto che la burocrazia ammazza il divertimento e l’arte pura questo bisogna dirlo ma alla fine tra uno studio di avvocati e un centro ASL ho capito che vogliono lanciare una nuova app si appa tutto oggi dove in pratica si può ricreare una specie di simulazione dell’attrazione e mi hanno chiesto di lavorarci con loro per lo sviluppo.

Noi dell’horror underground siamo ovviamente per il realismo e non vedo cosa possa sostituire il precipitare da 250 m in una buca piena d’acqua e di ragni con il quadratino di un telefono che fa tre scoregge digitali e gli ho detto che sarei molto felice di aiutare e ovviamente ricevere un bonifico a sviluppare un’esperienza un po più direi realistica e visti i clamorosi limiti attuali della telefonia e di internet io lancerei un gioco a livelli e una volta superati con successo almeno una decina vista la presumibile concorrenza permettere l’accesso al parco e da qui boh un bel Rent a Brain 2 sempre che gli avvocati ci diano semaforo verde che però non è male anche come titolo, Semaforo Rosso o Rotto uhmm…..

INSTAGRAMO MEETS HORROR UNDERGROUND

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Interno giorno

Uno squallido bar con pretese in orrida periferia hinterland di grande città del nord. La camera zoomma su una post cameriera anni 2015 che chatta e wozzappa spudoratamente tra un cappuccino gelato e una brioche di cartone compresso. Luci seminaturali, schermo tv su canale di neomelodici punk albanesi e vago odore di caffè bruciato e piscia.

La ThinkBig non ha ancora capito come funziona nell’horror underground e se per questo nemmeno io e come ogni startup si muove in centinaia di direzioni diverse ma mai quella giusta mi sembra ma fortunatamente il talento e l’esperienza a qualcosa servono sempre e le mie creazioni e le mie idee anche se con diversi risvolti legali hanno sempre attirato schiere di fan e ammiratori che quasi modestamente pochi cioé nessuno può veramente dire di avere.

Non-ostante le cause e i diversi mandati di cattura internazionali il mio Rent a Brain ( leggi qui https://wikinoia.wordpress.com/2013/05/28/rent-a-brain/) ha ancora moltissimi fan sparsi dappertutto e nemmeno certe insensate beghe legali che alla fine si sono ridotte alla sparizione di qualche teen e al ricovero di solo qualche decina hanno potuto fermare la sperimentazione dell’arte del XXI secolo perché di questo alla fine stiamo parlando eh. Questo tizio che mi ha mandato questo messaggio tipo incontriamoci e parliamo di R.A.B. non mi vuole dire il suo vero nome dice che la sua società in teoria negherebbe mai di avermi visto o contattato ma sembrerebbe che nel più famoso parco di divertimenti della zona stiano per inaugurare una nuova attrazione The Black Hole una specie di fungo che ti fa precipitare gradevolmente da 250 mt a terra in 3 secondi credo e vorrebbero che aggiungessi qualcosa a questa intensa esperienza il tizio dice che ha provato personalmente Rent a Brain e se avevo per caso un’idea del genere sempre tenendo presente l’importanza della sopravvivenza dello spettatore o almeno evitargli traumi permanenti così come cause e etc etc.

Gli dico che l’importante come sa benissimo essendo un vero fan dell’horror underground è che l’esperienza sia realistica e pensavo a qualcosa come al posto di fare finire la discesa sul terreno di costruire una specie di tunnel sotto il fungo e prolungare l’emozione del precipitare in una claustrofobia assistita tipo una specie di ragnatela con insetti o qualcosa che lancia gas anestetici mentre l’espressione del tizio tradisce un vago sconcerto ma gli dico che non c’è problema il vero scopo è sfidare tutti i partecipanti a girare un selfie clip della propria esperienza e i migliori saranno proiettati in una sala apposita chiamata Instagramo e il tizio inizia a chiamare diverse persone che credo siano tutti dell’ufficio legale e gli chiedo come sono messi con le liberatorie e con i permessi dell’ASL…

VOI NON SIETE QUI

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ESTERNO GIORNO

 

Un inquietante parco di divertimenti con doppia serie di montagne russe. Una coda di comparse aspetta alle casse con in mano buoni sconto. La camera zoomma su un seminoto autore underground che prende appunti. Luci casuali.

 

Sono all’ingresso della nuova attrazione, c’è un cartello che annuncia Chiuso al pubblico, ma non so se è il nome o un avvertimento, probabilmente tutt’e due. La tizia manager qualcosa arriva mentre aiphona e mi sembra che somigli vagamente a Janet Leigh penso a varie possibilità come attrice a anche come comparsa spero che non abbia problemi di claustrofobia o con il fuoco che prima o poi ci scappa. La tizia sorride e dice che ci siamo che non appena avranno risolto alcuni problemi tecnici potrò/emo partire con la nuova attrazione e dice che sono tutti così eccitati all’idea di cosa inventerò per terrificare schiere di innocenti teen e improvvisamente tutti i tappeti rossi i kodak theatre e cannes che nemmeno quest’anno si è degnato di invitarmi scompaiono con una fantastica dissolvenza in nero.

L’ingresso è interessante, almeno con luci molto molto basse, sarebbe quello di un cimitero, una cosa tipo Disney incontra Gordon Lewis, c’è un finto cancello di ferro e un arco in quasi pietra con l’immancabile teschietto e chiedo alla tizia cosa pensa di qualche lanciafiamme ai lati dell’ingresso e mi guarda con quello sguardo da causa-da-un-milione-di-euro ma le dico che basta far firmare una liberatoria prima dell’ingresso e dato che ci siamo anche accludere un certificato di non soffrire di malattie di cuore, questo provocherà un irrefrenabile desiderio e equivalente illusione che una cosa del genere possa veramente terrorizzare ma dice che prima deve chiedere all’assicurazione, ma dico che qualche teen bruciacchiato non dovrebbe fermarci, è sempre pubblicità.

Il quasi cimitero somiglia a una corsia di supermercato, c’è una tomba con la manina scheletrica che esce, il loculo con annesso teschietto, uno zombie che somiglia a Marzullo e la tizia aggiunge che manca la musica ancora e la finta nebbia e penso ah, ecco cosa mancava.

Chiedo alla tizia come mai mancano croci e preti dico l’abc di un cimitero che si rispetti ma dice che vogliono rispettare tutte le religioni, sto per iniziare la mia apologia del realismo dell’horror underground ma so che sarebbe solo fiato sprecato.

Mentre ci inoltriamo nel pezzo forte che sarebbe l’obitorio dove dovrebbe apparire la mia opera la tizia aipadda qualcosa e mi fa vedere una clip di qualcosa in 3D e dice che sullo schermo apparirà così e chiedo se ha qualcosa contro gli ultrasuoni e scosse elettriche, dico a bassa intensità, e ritorna quello sguardo e penso a Cannes se faccio ancora in tempo…

L’USCITA E’ DALL’ALTRA PARTE

INTERNO GIORNO

Esterno di orrido palazzo anni 50 di semicentro di grande città del nord. Interno ufficio 3×2 con arredamento tipo apocalypsenow, la camera zoomma su una riproduzione 1: 1 di Ho Chi Min alle pareti verde qualcosa. Insistente puzza di umido e luci disperatamente artificiali.

Mi sembra di essere in una puntata di Missione Impossibile, lsa tizia con due fessure al posto degli occhi sembra che stia aspettando la parola d’ordine e manca solo il registratore con i nastri che fumano mi sbaglio quello c’è e la tizia e un tizio dietro si parlano e mi aspetto che si apra una botola o una porta dietro la libreria che si trasforma in una sala interrogatorio, la tizia cerca di sorridere e in un vago anglo-franco-italo-vietnamita mi dice che sa e che ci vorrà solo qualche minuto e che l’ambasciatore dovrebbe essere lì tra qualche minuto e che vorrebbe farmi solo qualche domanda su Distant Blood e sono tentato di chiederle se per caso si potrebbe girare qualche scena anche qui e se per caso ci farebbero pagare visto che comunque è prodotto dalla Vietnam Film Commission che comunque so che ci tengono al realismo.

Il ventilatore sopra le nostre teste gracchia sinistro mentre la tizia continua il suo lavoro di intercettazioni telefoniche e penso alle mie ultime chiamate con il mio producer e se per caso certe frasi potrebbero essere male interpretate e credo praticamente tutte. Il tizio entra nell’ufficio ha una tuta anni 70 dell’adidas di quelle che potresti trovare nei cassonetti della caritas o su ebay per 500euri e mi sorride e non capisco se è lì per svuotare i cestini o per controllare i tabulati ma mi dice che per il mio visto non ci dovrebbero essere problemi e inizia un certo discorso sul mio script e sulla bellezza della pianura del Mekong e che nel film potrebbe essere molto valorizzata e sulla bellezza delle risaie al tramonto e se si potesse aggiungere una parte sui canti e sulle danze tradizionali magari anche con i sottotitoli per la distribuzione fuori dal Vietnam e penso ai festival e a certe interviste e se al montaggio possiamo fare qualcosa perché non so ma un horror di tre ore e mezza con canti e balli ha comedire un target un po’ particolare , poi il tizio accenna a certe attività complementari necessarie per avere l’ok della Vietnam Film Commission e penso se Coppola e Oliver Stone hanno fatto lo stesso e penso al mio producer e che l’underground forse non è ancora pronto per certi paesi e certe culture mente cerco il cartello con l’uscita e se oltre il secondo piano posso fare un saltino…

I SEE NO EVIL

 

INTERNO GIORNO

 

Uno studio quasi televisivo nel retro di un negozio di articoli religiosi. Camera a mano con panoramica , due tecnici stanno cercando di montare un enorme schermo led , zoommata su un tizio sinistramente vestito di nero che osserva la scena mormorando un’oscura litania. Luci di penombra.

 

Il mio amico esorcista mi ha detto che per Ti ho detto Vade Retro abbiamo bisogno di aiuto e ho pensato mah ma mi ha detto che non devo preoccuparmi per i testi cosa che io mai ma dice che è solo una specie di consulenza tipo tecnica e sono sicuro che il tizio è una specie di spia del vaticano e che siamo stati scoperti anche se non c’era proprio niente da scoprire e che questo somiglia proprio a un corvo.

Il tizio mi saluta con una specie di grugnito e dice che è un tecnico che lavora soprattutto nel teatro ragazzi e se fossimo in un serial squallido americano adesso ci sarebbe la scena dove la spia guarda i nostri dossier e la mia filmografia e partirebbe la sigla e io credo dovrei essere protagonista, anzi credo la vera star e Seppelliscimi Ancora sarebbe in testa al box office per dico tre o quattro mesi, con l’opzione in 3d.

Il mio amico esorcista sorride e mi chiede se voglio dare un occhio al girato della settimana scorsa con le scene di massa e vedo che il tizio fa finta di non essere interessato e andiamo in una saletta che sarebbe quella del montaggio guardandomi spesso indietro e gli chiedo se per caso quando telefona non sente un ronzio o un respiro pesante ma dice che il tizio è ok e che possiamo fidarci.

Guardiamo dei pezzi del girato che dovrei montare per metterlo in Ti ho detto Vade Retro e penso alla musica da aggiungere che dovrebbe aiutare a confondere un po’ le idee, c’è una scena buona con il teenager che alla domanda se c’è il maligno tra di noi guarda la camera fisso per venti secondi che dico che dovremmo invitarlo alla diretta che sarebbe un boom.

Intanto il mio amico producer mi twitta che la Vietnam Film Commission vuole che gli mandi lo script di Distant Blood tradotto in Viet e che se per caso sono contrario a una ventina di minuti dentro al film di una soggettiva di un vietcong e penso a come potrei montarla e a quanto potrei chiedere per il budget effetti speciali, tipo molto speciali….

NELLA PROSSIMA PUNTATA

Part II

 

INTERNO GIORNO

 

Un sotterraneo post underground di un negozio di articoli religiosi. Un fondale nero, un crocifisso 1:1 appoggiato al muro, un confessionale tarlato e un vago odore di candele e fiori marci. La camera zoomma su un libro apparentemente antico aperto a metà su un demone vagamente simile a larussa che fissa con sguardo annoiato il lettore. Luci sepolcrali.

 

Gli studi di Cross Tv sono tumulati sotto un enorme negozio di articoli religiosi che da solo è un set di uno dei miei horror migliori, il pezzo forte è un tavolo che sospetto vendano come quello originale dell’ultima cena almeno il prezzo è quello. Il mio amico esorcista ex prete per-adesso mi trascina nella catacomba che sarebbe una parte dello studio dove gireranno Ti ho detto Vade Retro, la scenografia è ancora leggermente essenziale ma dico che è molto underground e mi dice che il crocifisso comunque si illumina e penso che diventeremo molto popolari.

La rubrica dovrebbe partire non appena riusciamo a mettere insieme abbastanza materiale, il resto del palinsesto sono messe e un corso di latino quindi aspettano solo noi per dare una botta all’audience penso alla sigla e chiedo se è prevista la pubblicità e mi dice che non ci aveva ancora pensato, il tizio del negozio che mi sembra virare più sulla messa nera che su quella tradizionale mi guarda con un ghigno preoccupante e penso ad amuleti e invocazioni pronte per combattere l’oscuro. La puntata zero dovrebbe durare circa una quarantina di minuti, il mio amico dice che comunque il vaticano o chi per esso ci tiene comunque d’occhio e che dobbiamo andarci piano dice che l’esorcismo con la chiesa in fiamme per il momento dobbiamo scordarcela e penso uff ma dice che prima o poi se il programma decolla ci sarà il tempo. Mi chiede se ho scritto qualcosa per introdurre per dare il tono al tutto e dico sì e dice che c’è una tizia che dice che ha visto il crocifisso a casa sua alzarsi e fare un volo nel soggiorno e poi un’intervista alla madre che giura di avere visto la madonna cogliere le sue rose nel giardino gli dico che forse è meglio partire con un po’ di repertorio e dice che forse sì sarebbe meglio,gli chiedo se può prestarmi quel libro fantastico che ho visto sugli esorcismi per farmi venire qualche idea e mi dice ok e penso a una scena che potrebbe essere il finale di When I Was Dead dove il vampiro legge una formula che serve a portarlo indietro nel tempo e mentre risalgo alla luce il tizio del negozio mi guarda come se avessi rubato la sindone e dico qualcosa in latino e il tizio si dissolve in una nuvola fluo e penso che questo programma mi/ci lancerà tutti, da qualche parte….