WE’RE NOT PROUD TO PRESENT

interno underground

 

breve decalogo al quasi perfetto film/produzione horror underground

 

 

1)L’horror underground è una filosofia, non è marketing. C’è un abc, una croce, possibilmente molte croci, un cimitero, un loculo, un vampiro che obbligatoriamente si sgretola al sole e non si vede allo specchio e non ha completi di Prada. È vagamente stronzo e NON vuole famiglia con figli e jacuzzi o mutui agevolati.

 

2)le location sono castelli più o meno realistici, cimiteri, chiese sconsacrate e non. Hogwarts e case tipo Frank Lloyd Wright con vetrate panoramiche in boschi fitti e librerie industriali sono out .post produzione con parsimonia.

3)I protagonisti. No modelli/e attori ex fiction mediaset con preti e/o dottori attrici che urlacchiano senza convinzione, teenager posseduti con account su ****book. Vampiri anche se non tipo belalugosi almeno franklangella. Se lui vampiro incontra una qualsiasi lei NON vuole il suo numero di cellulare né portarla a svolazzare in giro, va per il collo. Gli zombie sono out, stanno diventando come gli swatch negli anni 80

4)I producer dicono di essere tutti underground solo perché vedono The Walking Dead o sono stati al Rocky Horror Picture Show. Diffidare. Se non hanno visto Two Thousand Maniacs o Seppelliscimi Ancora scartare e togliere il saluto.

 

5)Gli horror underground sono underground. Underground vuol dire underground ma non vuol dire necessariamente si-fanno-a-gratis. Un castello con fossato costa, affittare un cimitero pure. L’Avis poi non ne parliamo…

 

6)Gli sceneggiatori underground non sono tanti, anzi praticamente non ci sono. Quelli veri hanno amici esorcisti, vanno a festival underground, hanno creato capolavori come Seppelliscimi Ancora o Battito Assente etc etc. gli altri lavorano per mediaset o sky o sono Sergio Arranca.

7)un film horror underground si può girare anche in un giorno, camera a mano e luci naturali. Realismo NON vuol dire HD. HD è per sfigati vorreimanonposso & youtube.O per il sito di repubblica.

8)un vero regista underground non ha un sito dove dice che è un regista horror underground e cita commenti e recensioni di esperti del settore e di premi vinti. Tanto vale andare da marzullo.

9)Gli Horror Underground non hanno sequel o numeri romani dopo il titolo. I vampiri sono morti, gli zombie pure,nonostante le apparenze. Non si sposano, non hanno figli, non vanno a scuola e se ci vanno tendono a far sparire gli studenti, non a invitarli a giri sopra boschi e prati con fiorellini etc etc. Sempre in HD.

10)Il mio ABI è IT69325468700001.

 

11) Causale When I was Dead.

FILM QUASI PER TUTTI

 

Interno notte

 

Un seminoto festival horror underground di grande città del nord. La camera zoomma su una locandina tipo volantino studentesco con piccolo teschio e panoramica su tizio al centro di schermo di sala post essai. Vago senso di depressione e luci squallide.

 

Aspettando i nuovi studi per Ti ho detto Vade Retro cerco ispirazione underground , mi hanno invitato a questa nuovo festival Another Twilight che hanno messo in piedi giusto per fare vedere che l’horror vero non è mica tutti questi vampiri dolcegabbanati di twilight questi pupazzi del quasi occulto ma è tutto questo mondo di piccole produzioni indipendenti dove quello che conta è la storia, i personaggi e non questi brividi da cigolii di porte tipo paranormalquello e urlazzi senza dico nessun realismo.

La rassegna è un po’ scarna tipo tre titoli in rotazione da una settimana, ma il curatore dice che comunque siamo meglio di Roma e pure Torino anche se ammetto che certi titoli e certe facce che ho visto passare da lì hanno quel tocco horror splatter che anni &anni di postproduzione o light&magic non potranno mai darci; il titolo che mi ha convinto di più è stato Black Dawn un quasi piano sequenza di una possessione con camera a mano con tipo luci naturali che procurava un certo senso di nausea e fitte addominali ma almeno molto molto realistico che vogliodire.

Il tizio del quasi festival non lo conoscevo ma ci siamo ammirati da lontano come succede nel mondo dell’horror underground e dice che il nostro pubblico non è mica quella fetta di teenager bollita con aipad e wii ma quella impegnata di oggi tipo manifestazioni e contestazioni e dice che in questi giorni dopo i cortei si sono fiondati letteralmente qui in massa anche se sospetto che non fossero solo interessati alla qualità del piano sequenza quanto trovare un posto sicuro e possibilmente con uscite secondarie. Il tizio dice che il nostro cinema deve comunque ispirarsi a questi movimenti e che l’horror di sua natura è un genere rivoluzionario e che ha sentito che in germania sono molto interessati a questo tipo di produzioni e per caso avevo sentito la storia di ikea che faceva fare i mobili ai prigionieri politici della DDR e si potrebbe non so proporre una storia con la Stasi che usa degli zombie come spie o usare i dissidenti per scene horror molto realistiche e gli chiedo se ha qualcosa contro i castelli o i vampiri, dico magari ci possiamo mettere in mezzo qualche zombie con in mano il Capitale, tipo so che adesso in Vietnam questo stile sta andando alla grande…

USATO QUASI SICURO

Orrenda periferia di grande città del nord. La camera zoomma sui vigili del fuoco che escono dagli studi di una seminota televisione satellitare. Le comparse fuori alla fermata del bus osservano la scena con poca partecipazione. Luci quasi naturali.

 

Il mio amico esorcista dice che è stato il maligno e gli dico che sono completamente d’accordo e che possiamo pure chiederglielo direttamente senza un/a posseduto/a visto che l’incendio degli studi è merito del nostro seminuovo scenografo che al momento è a.w.o.l. e dico che comunque è stato molto realistico e molto underground e magari se riusciamo a recuperare il girato la prossima puntata è tutta pubblicità e un grande lancio.

La nostra producer & quasi star di Binario Quasi Morto dice che forse la prossima volta sarebbe meglio andarci piano con gli effetti speciali e che la puntata su Nerone e chi è stato forse è da revisionare un attimo ma lo scenografo è un grande e magari forse le fiamme si potrebbero mettere in postproduzione senza tutta quella benzina che dopo un po’ comunque da leggermente alla testa anche se è molto molto realistica. Alla clinica dicono che lo scenografo ha questa passione per gli incendi e il fuoco e che per gli psicologi è molto creativo e basta lasciarlo un po’ sfogare e i risultati non si faranno attendere e penso che forse il nuovo set dovrebbe essere VERAMENTE ignifugo.

La tizia intanto vuole tornare subito in onda e dice che non può abbandonare il suo pubblico e che dobbiamo subito trovare i nuovi studi e nuovo materiale anche se il negozio di articoli religiosi con tutte quelle bibbie e quelle croci carbonizzate ha un certo fascino e dico che potremmo girare una nuova puntata di Ti Ho detto Vade Retro magari aggiungendo solo una macchina del fumo e qualche luce ma potremmo fare quella cosa sui poltergeist incendiari e sulle possessioni indotte dalla televisione e dalla musica metal una cosa che ha sempre una certa presa sul nostro pubblico.

Intanto penso sempre a When I was Dead e al nostro mondo dell’horror underground che sta sempre diventando sempre più mainstream e dico che c’è bisogno di questo nuovo capolavoro e penso al mio producer che sembra ancora disperso nelle pianure del Mekong anche se dei rumors dicono che stia fondando il nuovo cinema horror underground vietnamita sempre che trovi in giro sceneggiatori underground di un certo livello a Saigon…