WE USED 2 B FRIENDS…

INTERNO QUALCOSA

 

Una quasi sala di montaggio che sarebbe una stanza con un mac e una finestra aperta di Final Cut. La camera stringe su una serie di clip senza senso che scorre molto velocemente inducendo un estraniamento ipnotico. Forte possibilità di commercializzazione e luci povere.

 

Il postino che in realtà sospetto sia un agente delle major che vuole mettere le mani sul finale di When I was Dead sta cercando da giorni di entrare in casa con la scusa di dover consegnare una raccomandata, mi domando se per caso arrivano assegni con raccomandata ma mi vengono in mente solo multe o avvisi di pagamento.

Sto guardando outtakes & clip scartate di Battito Assente o Seppelliscimi Ancora, ancora un po’ li confondo ma è come vedere passare davanti la storia del cinema, almeno del cinema horror underground che vogliodire ma è sempre un’emozione vedere qualche croce un prete una vera chiesa e ogni tanto anche dell’aglio che come dicono gli americani sono i particolari che fanno i capolavori e come non dire che questi brevi nonsense tagli di celluloide non sono che tantissimi particolari di qualcosa che sono sicuro che diventerà qualcosa. Il mio producer è sempre disperso mi twitta solo che un suo amico che è diventato mainstream stava cercando qualche spunto per proporre a certi tizi la solita puntata zero per un serial su un vampiro che fa finta di essere un prete che tra l’altro è il MIO soggetto di Non esco di giorno o Doppia Sete dove c’erano i vampiri gemelli adesso non mi ricordo solo che il mio producer gli ha spedito anche il soggetto di When I was Dead e il tizio sembra che abbia commentato una cosa come che il serial dovrebbe andare su una tv a carattere religioso e che sembra un po’ troppo spinto per loro, cioé per lui cioé per tutti.

Il tizio mi chiama e mi chiede se posso spedirgli un teaser del nostro meglio so far e mi sento molto una compilation Festivalbar 1979, sto cercando la sequenza dove il vampiro abbraccia una croce che mi sembra abbia ancora un certo impatto pure mainstream.

Il tizio mi inizia uno spiegone che ormai bisogna costruire della specie di scatole tipo che invece di fare una “scenografia” vera e propria è meglio “dipingere” solo dei fondali dove appiccicare dei personaggi, sempre solo quei tre avevo presente walkingdead? ecco tipo, dove gli zombie sono lì come tipo contorno, ma per il resto potrebbe essere una puntata di centovetrine e dico sì sì, più vero del vero e mi dice se avevo pensato a qualcosa come un vampiro un po’ educativo, anzi uno che pensa di esserlo ma alla fine tipo va non so anche a messa e ha tanti tanti tanti amici e mi viene in mente una cosa come The Sound of Music solo che la suora esplode su una mina in mezzo ai prati…

THERE’S NOTHING HERE BUT WHAT HERE’S MINE

 

INTERNO SERA

 

Una sala videogiochi, Zombie’s Dawn e Vampire’s Killer fanno da colonna sonora. La camera zoomma su tre persone a un orrido tavolino di plastica.

Luci fluo.

 

Noi dell’underground siamo molto alla mano e siamo comedire sempre a contatto con i nostri fans anche perché sono tipo schedati o sono direttamente dentro le nostre produzioni e un paio dei diehard hardcore irriducibili fan mi hanno twittato di questo meeting underground su tema Il futuro del e nell’underground e avevano pensato di fare una diretta pure e avevo immaginato una chiesa sconsacrata un cimitero sconsacrato una fabbrica di rosari dismessa ma una sala videogiochi no e devo scrivere un appunto sull’immaginario horror underground compromesso dei miei cioé nostri fans.

Il dibattito era centrato sul tema – uscire dall’underground per diventare underground- per un attimo ha avuto paura di essere in una trasmissione di fabiovolo, ma l’idea era quella di uscire da questo “ghetto” che io pensavo fosse la cosa migliore dell’underground per conquistare la -rete-.

Ho avuto questa discussione con il mio producer senzaesagerare tre miliardi di volte, il tubo, la rete, i video virali che hanno un nome promettente ma che poi niente e dico che non posso mica scrivere una cosa come un vampiro chef o consigli di trucco di uno zombie, vogliodire sì potrei, almeno credo, la “popolarità” sulla rete non è così spontanea come credono cose come il passaparola un milione di visualizzazioni o tre o quattro, loro mi guardano come se fossi il bozzolo di Invasion of the body snatchers ma il discorso sta prendendo la solita piega e gli dico della lettera che il Vaticano o una sua succursale hanno spedito al mio amico esorcista con pure il sigillo rosso che dico solo quello varrebbe l’inizio di un film.

Il mio producer poi oggi mi scrive, sempre da località segreta, che ormai è il tempo di creare un premio per l’horror underground che secondo lui è il modo migliore per farsi conoscere e mi domando chi dovrebbe vincerlo questo premio visto che alla fine ci siamo solo noi nell’horror underground ma alla fine pure gli americani fanno così no, inventano dei premi per poi darseli, anche se ammetto c’è la cosa dei milioni di dollari da risolvere…

PIANORAMA

INTERNO GIORNO

Piano sequenza. Un tizio parla con una tizia, la camera si muove disperatamente per provocare un minimo d’interesse. Le quattro persone in sala parlano del medioriente e di certi saldi da zara. Luci di cortesia.

 

Credo di essere in mezzo al guado, un guado sempre underground. Stanotte stavo cercando di dare un twist a una scena di When I was Dead, volevo sentire anche il mio amico esorcista per sentire se poteva darmi qualche idea solo che mi ha detto che è un po’ depresso perché sembra che il vaticano o una consociata tipo diocesi gli abbia spedito una raccomandata con sigillo che gli ricorda una cosa tipo che il papa vieta che gli esorcismi vengano ripresi, nemmeno in hd.

Mi ha detto che è stato come se fosse su una montagna russa e avessero tolto la corrente ho detto uh e gli ho chiesto se potevo usare questa frase nella mia sceneggiatura, però non capisco questi alti prelati che credono di poter fermare il progresso, poi dico per loro è tutta pubblicità e dico che ne hanno parecchio bisogno di una campagna pubblicitaria decente.

Il mio producer mi twitta da una località segreta che bisogna andare a vedere questo nuovo horror che come al solito è stato un hit in america e che è il momento dell’horror low budget e gli ho detto che comunque noi siamo l’horror underground che vogliodire, ma alla fine sono andato a vederlo, la tizia che controllava i biglietti all’ingresso non voleva muoversi e stavo per spingere l’allarme dell’incendio per entrare, alla fine è svenuta di sua volontà di sicuro tutti quel fastfood alla lunga.

Credo che abbiano anche allungato la pubblicità prima del film, dopo 40 minuti c’erano ancora i trailer, i due tizi dietro credo stessero mettendo in piedi una cellula per il comunismo digitale e altre due un attacco vandalico a H&M. Dopo dieci secondi di film vorrei uscire, è un altro documentario, cioè do cu men ta rio che ormai è il marchio americano dell’horror 4 soldi: una tizia figlia di posseduta cerca di scoprire perché mammina ha fatto fuori un certo numero di preti e finisce a roma, un po’ roma e un po’ bucarest, dove trova due tizi , di nuovo torna il prete da sfilata, che dicono che è ok fare un esorcismo alla madre rinchiusa e posseduta. La figlia per tutto il tempo ha questa faccia da mi è scaduto il disco orario, riescono a metterci dentro pzza sanpietro come nei filmini delle vacanze e i due esorcisti sembrano usciti da un pub. Penso a cosa posso far fare al mio vampiro di When I was Dead e se come diceva la nostra finta ex producer è meglio insistere con i primi piani e delle certe scarpe di prada.

Alla fine rotolano tutti in macchina, io dico che hanno finito il budget e non hanno girato l’ultima scena che ammetto che è molto underground e penso che anch’io posso chiuder con un incendio anche se per la benzina uno sponsor ci vuole….

LIGHT FROM A DEAD STAR


LIGHT FROM A DEAD STAR

Una stanza di un quasi famoso sceneggiatore underground, la luce azzurrina di un film quasi culto degli anni 40 illumina appunti su quasi future sceneggiature di culto. La camera zoomma sulla tizia protagonista del film che chiaramente ha delle mire sull’altro protagonista, mostrando poco interesse per gli zombie e i tamburi.

Luci ininfluenti.

 

Sto cercando di rileggere la prima credo stesura di When I was Dead, ho l’impressione che ci sia poca azione e troppi dialoghi, sembra più un film di Rohmer che di Carpenter, stavo rivedendo Ho camminato con uno zombie dove effettivamente parlano abbastanza, lei guarda molto spesso lui e ha vestiti che vogliodire, ma forse negli anni quaranta il pubblico era meno esigente sull’azione, ma uno degli zombie è veramente interessante,il mio producer dice che comunque il soggetto è la nostra arma vincente, non ho ancora capito qual è il premio, e che dobbiamo andare avanti, contro tutto e tutti dice che incontrare il mainstream è come tirare fuori un morto dalla fossa, non ho capito bene chi è il morto e se noi inteso come underground siamo la fossa, credo che intendesse che il nostro cinema è comunque realistico, anche diretto e sgradevole che insomma questi pupazzi non abbiamo niente a che fare, io ho solo l’impressione che vedrò molto presto When I was Dead in primetime su mediaset con un titolo come Aiuto sono un vampiro con la pivetti e favino.

Un mio amico fan dei nostri primi e quasi indiscussi capolavori, Seppelliscimi Ancora e Battito Assente mi scrive che alla fine è premiata solo la mediocrità di chi sta in mezzo, cioé da nessuna parte, la nostra ex producer mainstream diceva anche che When I was Dead doveva avere un messaggio positivo e le avevo detto che il vampiro cercava solo rh positivi , la tizia non ha riso e ho pensato a Cannes e anche altri festival, tutti quelli con un tappeto rosso, ok tranne roma che comunque l’underground non è così in basso.

La tizia mi manda anche un messaggio, dice che in questi giorni è stata molto impegnata ma prima o poi e che la scena dello specchio è e mi dice che adesso è in una campagna per lanciare uno youghurt senza zucchero, senza latte, senza colore o sapore e mi ha chiesto se avevo un’idea per il nome e le ho scritto – Niente- e mi ha risposto Wow, grande e adesso non sono sicuro….

 

we’ll let you know

 

Interno underground giorno

Una chiesa gotico hinterland possibilmente sconsacrata. L’interno è spaventosamente illuminato a giorno da diversi 5mila a scarica. Le camere zommano sul crocifisso centrale che sembra sulla rampa di lancio per salire in cielo. Atmosfera da grande produzione e pessime recensioni.

 

Il mio amico esorcista mi aveva scritto di passare per vedere se era tutto a posto per le riprese e gli avevo suggerito per l’hd di curare particolarmente la luce, solo che mi ha preso un po’ troppo alla lettera, c’è un vago calore abbastanza insopportabile, ma un’atmosfera da grandi momenti di cinema. Non oso chiedergli dove ha recuperato i fari, sembra che un suo amico che fa allestimenti per fiere e congressi sia diventato anche lui molto curioso di queste riprese di esorcismi su teenager svalvolati e che non vede l’ora di vedere qualcosa, mi ricorda un po’ quei pervertiti che spendono somme folli per gli snuff movies ma dico che anch’io non vedo l’ora anche perché non mi ha ancora detto cosa vuole fare anche se ho qualche sospetto.

Ieri il mio producer mi dice che non ci sono novità per When I was Dead e che forse per il momento dovremmo concentrarci su futuri progetti anche perché l’underground è così, mai nel presente o nel progetto finito ma sempre avanti, sempre molto avanti ad immaginare nuovi mondi e spostare barriere e confini e so che sembra una stronzata ma giuro che quando la racconto suona benissimo.

La tizia che era diventata nostra fan non risponde più né a mail né al telefono, cioè a nessuno dei suoi quattro telefoni, a meno che non sia stata fulminata da uno dei suoi aipad che la leggenda metropolitana dice provochino se usati eccessivamente scariche da 10 mila volt, oddio sempre a basso amperaggio vogliodire.

Il mio producer dice che il mainstream è così, passa e va, cioè copia e va, prende cioè arraffa quello che può, gli chiedo se per caso anche alla miramax o alla pixar fanno così lui dice che sì che però te lo dicono prima e almeno qualcosa ti pagano, non come questi squallidi morti di fame.

Penso al mio castello underground e allo specchio gigante, scommetto che tra un po’ vedrò in una fiction di merda tipo – Il mistero del castello di Montemarzino- uno specchio molto grande e molto lucido, soggettive e zoommate su questo cazzo di specchio e un tizio che somiglia a favino che fa un vampiro con un atroce accento romano e non so cosa darei per essere sul set e dare tre martellate allo specchio perché io dico che uno grande così almeno 7 mila anni di guai te li porta tutti…..

LOST IN TRANSLATION

Interno giorno

 

Una seminota casa di produzione underground, anche horror underground. Sul tavolo post ikea una quarantina di ipad che illuminano la stanza a giorno, la camera zoomma sul titolo di un magazine che una tizia sta sfogliando pigramente, il titolo è -Make it look like good-. Altri tizi parlano e sorridono come se fossero inquadrati. Luci particolarmente artificiali.

 

Mi sembra di essere a Yalta, non mi ricordo cosa si stessero spartendo e chi andava cosa, io mi sento molto qualcosa come la slovenia o il corridoio di danzica, tutti sorridono in modo particolarmente innaturale.

La filosofia underground, se mai ne è esistita una, è che se tu non vai dall’underground , l’underground poi viene da te, in qualsiasi forma, almeno credo, adesso è successo che il mainstream è venuto nell’underground sotto forma di producer semi glamour che tipo re magi hanno sentito parlare della leggenda dell’horror underground, solo che niente oroincenso etc etc, ma vengono comedire a controllare un futuro investimento. Il mio producer dice che questa gente la conosce, ah sì, e che mi farà da traduttore simultaneo, perché questi tizi parlano un linguaggio tutto loro e dico che alla fine anche noi parliamo un linguaggio tutto nostro e lui dice che però il loro è più difficile del nostro e penso boh.

Il primo tizio si avvicina, ha in mano almeno tre ipad che lo illuminano tipo torre eiffel e mi dice piacere, il mio producer mi traduce -scusa chi sei?- e dico oh e il tizio dice che ha sentito parlare di me che vorrebbe dire- scusa chi cazzo sei?- e inizia un monologo tipo blade runner ma fatto da billy wilder. “ ciao , senti ho letto la prima parte di…(pausa) was dead, giusto? Ah sì What I was Dead e sì devo dire moltooo…. cioè, la scena dello specchio mi ha comedire-folgorato- ho visto la scena in testa e ho pensato che insomma… ma ti volevo chiedere, come va a finire ” che tradotto suono più o meno come “ eh? Ah sì… come….. ho letto tre, no due righe che c’è il vampiro che ritorna, forse….ma quanto costa fare lo specchio in postproduzione e non dirmi che alla fine muore?? poi vedo bene come vampiro Raul Bova o al limite Scamarcio, se lo doppiamo…”.

Mi sembra come una delle scene che avevo scritto per Battito Assente dove si mescolano vampiri e non vampiri e tutti cercano di capire chi è chi e penso ancora al finale di When I was dead se per dire lasciare la porta,anzi la bara aperta per un sequel o fare un finale underground che sono sicuro a Cannes farebbe la sua figura, anche se non so se a Cannes c’è la sezione ma penso che comunque se non c’è manca. L’altra tizia che ormai è una nostra fan tanto che penso di darle un ruolo in When I was Dead, tipo la tizia che muore quasi subito ma con una certa presenza,mi dice che non vede l’ora e non mi ricordo cosa vuol dire in codice, forse ti facciamo sapere….