AREA QUASI VIDEOSORVEGLIATA


 

ESTERNO GIORNO GLAMOUR

 

La camera zoomma, primo piano, panoramica, primissimo piano. Intervista, piano americano. Il tuo primo film, la scena che. Il quasi famoso regista underground sorride. La camera zoomma ancora, il famoso attore underground saluta il pubblico mentre cerca di farsi strada sul tappeto rosso, cercando la luce giusta. Una parata di sorrisi atrofizzati, il tuo prossimo impegno? Fade.

 

Un’ora intermedia, mattina molto presto, tipo verso le 2pm. Ho ancora il problema del finale di When I was Dead, vorrei un finale underground penso a come di solito finiscono gli altri miei film e penso-male- ma per questo visto che ci stiamo quasi vendendo avevo pensato a una cosa un po’ hoolywood, nel gergo aspettiamo When I was Dead II, un finale aperto cioè. Stanotte/mattina ho intravisto quella specie di premiazione che molta gente pensi abbia a che fare con il cinema, gente molto inesperta e semplice, quando qualcuno guarderà questa cosa nel 2500, perché so che qualcuno guarderà il red carpet che alla fine è per i posteri, dirà agli studenti di cinema preistorico, guardate nel 1950 come l’industria celebrava il cinema, prima della rivoluzione horror underground, quando ancora la gente andava in queste grosse sale buie ma solo per mangiare popcorn, tra l’altro parecchio caro.

Mi chiama la solita tizia, ormai so che non mi vuole dire che per When I was dead è tutto ok, questi tizi mainstream passano il tempo a fare stalking telefonico a sceneggiatori underground, cercando di fregarti idee e farle passare per le proprie: l’ultima idea sua originale di questa è stata scegliere il colore della cover dell’ipad. Dice che stanotte, ma no!, è stata sveglia a vedere la cerimonia e dice che è stata proprio comedire, dico che sì è stata proprio comedire ma dice che comunque adesso è proprio arrivato il momento del cinema serio, mica solo inseguimenti in motionquello, e questo fan tas ti co film muto che ha vinto tutto non è un esempio?, dico che con quello che hanno speso per la promozione e tenerlo nelle sale quando non andava nessuno ci si poteva fare un’altra saga di twilight e harripotter, dice nooo, dico ehhh, dice che alla fine questo è un film indipendente e penso indipendentemente da 100 milioni di dollari ma la conversazione prende altre direzioni.

Il mio amico prete/esorcista mi chiama per dirmi che sembra che si dice che c’è una chiesa sconsacrata dove girano degli horror underground se per caso li conosco questi tizi, mentre la tizia vestita con un abito da sera lustrinato salmone mi chiede come sono stati gli inizi e dico che no, non mi ricordo…

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SMELLS LIKE UNDERGROUND SPIRIT

 

INTERNO GIORNO

 

Una seminota casa di produzione video underground di grande città del nord. Alle pareti film e locandine di film horror di ieri, di oggi, di sempre. La camera zoomma su una seminota producer mainstream che sta maltrattando un ipad mentre parla a vanvera al telefono controllando contemporaneamente il look della tizia che lavora nell’ufficio opposto.

Luci così così, post underground.

 

Ieri mi hanno detto che c’è una specie di sussidio che danno a registi e sceneggiatori non ha detto proprio underground ma mi ha messo una certa curiosità, non che noi nell’underground corriamo dietro a cose come soldi, bonifici, sussidi, ma ognitanto c’è questo bisogno di beni materiali, non solo di scenografie e pellicole scadute dico, solo che non sembra sia proprio vero e penso che uff.

Il mio producer mi chiama per dirmi-grandi notizie- che non mi ricordo mai in codice cosa vuol dire e nel nostro covo underground c’è ancora la tizia producer che mi saluta con il solito sorriso da chicazzsei e poi ha questa illuminazione, nel mondo delle grandi, semigrandi produzioni per cose grosse tipo Ma chi te l’ha fatto fare e Un giorno con Platinette i producer hanno la memoria tipo mosca-della-frutta, cioè 12bit, qualcosa del genere.

Penso a When I was dead e ho quasi paura che stia per dirmi che ha un contatto clamoroso per il ruolo di vampiro con giancoso tognazzi, mentre cerco di sorridere underground e penso anche a Again e a un certo confort delle poltrone di Cannes, ma appena ha finito di violentare l’aipad la tizia mi dice tipo confidenza che tutto sta andando ok, dico sì? e che nelle grandi produzioni, dico tipo?, ci vuole sempre un po’ prima della greenlight, ma che tutti, azz tuttitutti da loro sono con vin tis si mi di When I was dead e dice che il potenziale del serial è rimasto intatto, il mio producer mi guarda come se avesse dimenticato di tirare l’acqua in bagno, e dico che anch’io penso lo stesso e dice che comunque, io sto pensando anche al sussidio e certi sconti all’esselunga, non è che avessi qualche altra idea così da buttare per questo mondo teenager così sempre in fermento e dico eh e lei dice che pensava ci fosse un vuoto da riempire nel panorama horror teenager, che insomma tutte queste atmosfere così lugubri e mah e stava pensando a qualcosa tipo dawsoncreek, ma fatto bene, con un paio di vampiri discreti, vestiti bene, ggiovani, ma uh mica senza sangue.

Io le dico che mi ha chiamato Naomi Klein che sembra sia uscita pazza per When I was Dead e che vede grandi possibilità per un horror impegnato anche socialmente dove i vampiri e gli zombie sono a Wall Street e la tizia mi guarda e mi dice che questa Noemi alla fine cosa c’entra, non è che canta così bene e insomma, a sanremo a parte i capelli non è che…

DEAD DONT WALK

INTERNO D

Una stanza di sceneggiatore underground, lo spazio è illuminato da un’intensa luce azzurrina proveniente da una fonte sconosciuta. La camera zoomma su un libro infarcito di post it gialli. In sottofondo un’orrenda colonna sonora di un film anni ottanta. Fotografia tipo horror low budget.

Sto guardando le foto e il video del sopralluogo al castello di When I was Dead che, a parte che li ho fatti io, hanno quel qualcosa e comunque non dico che potrebbero già uscire al cinema così, ma quasi. Insomma.

Stavo scrivendo degli appunti su una nuova storia che mi era venuta in mente su un hotel che è diventato celebre perché negli anni 50 degli spiritisti si trovavano per fare delle sedute dove i morti venivano a prendere il posto dei vivi e avevo pensato a questo titolo, sempre per il mercato internazionale, Dead dont walk, anche perché mi sembra che ci sia questa inflazione di morti troppo esuberanti che dico vanno in giro e vampiri con case con piscina, avevo in mente un ritorno a un morto classico, dico stabile, abbastanza inerte,vogliodire a ognuno il suo. Solo che non volevo mettere teenager e cose ggiovani, nemmeno tizi e/o tizie che urlano e/o effettazzi speciali, ma una cosa tipo rumore del vento che soffia perché ho scoperto che fa molto effetto, una cosa semplice, realistica, poi posso dire alla presentazione a Cannes che questa cosa del vento è una metafora che comunque funziona sempre, è il vento di qualcosa, mi sembra che tra l’altro suoni bene, credo.

La tizia producer di When I was Dead, almeno spero, invece di darci l’anticipo continua a girare in tondo, ho letto che anche Carpenter ha dovuto sudare prima di avere i soldi per The Fog,ma non so, comunque mi ha chiamato per dirmi che aveva visto Vivere e morire a Los Angeles e che le ricordava qualcosa, a me ricordava qualcosa?, le dico sì, ma che comunque non è un horror e dice eh? e dico che pensavo me lo dicesse per When I was Dead se per caso voleva metterci dentro William Petersen che credo non si accontenti di poco per fare il vampiro, ma dice che no, che le era piaciuto il film, quelle atmosfere e dico atmosfere da tre milioni di dollari e fa una risata terribile e mi chiede se Wally Peterson è ancora in giro e tipo le sembra di averlo visto da qualche parte e penso tah!.

Il mio producer mi chiama per dirmi che ci sono questi tizi che ,no!, vogliono girare un videoclip ma dicono che vogliono qualcosa di nuovo, di originale e gli dico che ultimamente le tariffe dell’originalità sono un po’ salite, anche perché salire da zero ci vuole poco e gli dico che avevo in mente questa cosa con delle cheerleader e una macchina del fumo, molto fumo, una coltre impenetrabile e dice grande! e penso molto underground….

TI HO DETTO DI NON APRIRE QUELLA PORTA

ESTERNO GIORNO

 

Panorama invernale. Un semi quasi originale castello medievale coperto dalla neve: la camera zoomma su una parte dove il tetto è crollato. Rumore di vento che soffia in sottofondo e depressione in generale. Luci disperatamente naturali.

 

Non trovo l’inverno molto underground, non mi viene in mente un horror decente con la neve, ah no, c’è Shining quando si inseguono nel labirinto e il gatto delle nevi etc etc ma dico a parte questo, poi shining non è proprio un horror, non so, forse, ma quella alla fine non è neve, non è re a lis ti co.

Il mio producer mi twitta che il nostro, il quasi nostro castello, quello per When I was Dead, quello con il fossato, quasi fossato e quel portone fantastico, insomma che faceva la sua figura, quello che ci siamo capiti ha avuto un infortunio e il tetto era caduto e non è che potevo cambiare un attimo la sceneggiatura se potevo scrivere un vampiro con la neve le rovine, la prossima cosa che mi chiede è se gli faccio fare l’ingresso invece che con la carrozza e il mantello nero sulla slitta con il moncler bianco che vogliodire.

When I was dead sta facendo un po’ di fatica a partire, ogni tanto l’altra producer, quella fissata con lo specchio, mi manda messaggi su come si potrebbe migliorare il mio script, che dice che è fantastico, poi la scena dello specchio uh, e dice se per caso non stonerebbe un tizio che fa delle riprese con il suo telefono che uno sponsor potrebbe essere interessato e le ho scritto se per caso si ricorda se nell’Esorcista qualcuno beveva cocacola o il prete aveva gli occhiali di prada e mi dice che a lei le sembra, giura di.

Poi c’è sempre la questione del casting del vampiro, fino ad oggi si sono presentati solo freaks e sosia twilight che ecco cosa combina l’horror manistream, il mio amico prete/esorcista mi ha detto che la settimana prossima ha un’altra possessione, lui insiste che questa volta vuole usare le luci e il grandangolo per le riprese e anche un microfono direzionale, io scherzando gli ho suggerito anche il bluscreen e mi ha detto che non c’era abbastanza spazio, ma che comunque lo vorrebbe tutto in hd.

Stanotte/mattina ho cercato un minimo di ispirazione dai classici, tipo amytiville horror che in teoria ha sempre quel qualcosa, sono anni che non lo rivedevo, adesso mi ricordo perché, a parte che è lungo tipo viacolvento, il prete fa poco, c’è un crocifisso giusto tre minuti, poi si arriva al momento dove cioé loro hanno capito che la loro casetta è praticamente sopra la porta dell’inferno e tipo non ci sono dubbi, la casa è pos se du ta e cosa fanno invece di scappare a una velocità sostenuta vanno a dormire belli tranquilli e io parlo male di paranormal quello, che dico hanno la casa con la piscina…

 

MEET ME UNDERGROUND

INTERNO GIORNO

 

Una stanza molto in disordine, uno schermo sta rimandando un film di protesta anni 60 tipo The strawberry statement. La camera zoomma e panoramica, poi carrellata, poi dolly, cercando di dare l’illusione di grande cinema. Luci disperatamente artificiali.

 

Ho iniziato con la setta qualcosa che credo me l’ero perso, comincia credo a NY poi finisce a roma, il prete modello che dovrebbe essere un esorcista, arriva una tizia che dovrebbe essere l’indemoniata, poi a un certo punto appare rosalinda celentano che fa sinead o’connor e lascio perdere. Tutto, anche nell’underground anche se questo e’ puro mainstream, ha un limite e noi registi, sceneggiatori, producer,echealtro dobbiamo almeno ogni tanto dire basta, stop, in nome dico dell’arte.

Ieri sono stato invitato a una specie di intervista per questo canale tematico che fa solo horror, cioè anche serial, cioè qualsiasi cosa tranne le telenovelas,dove pare ci sia un angolo dove chiedono agli specialisti dell’horror cose come come hai fatto, dove,quello cosa,paura, raccapriccio, raccontacela un po’ che dobbiamo tirare quindici minuti.

Ieri ho detto di questa cosa alla pseudo-producer di When I was dead anche per farle vedere che insomma ho questa reputazione non sono mica Sergio Arranca e tra una telefonata e un aipaddamento mi guardava come se le avessi detto che l’avevo vista prendere le scarpe all’upim, ma abbiamo iniziato una specie di conversazione su come l’horror che nasce come genere sovversivo sia diventato adesso tranquillizzante, un po’ valium un po’ redbull, con i vampiri che si sposano, le streghe che cucinano con il microonde, io non dico il sabba con il pentolone, il vampiro con il mantello nero in transilvania,ma dico un prete, acquasanta, un esorcismo, lei diceva sì però c’è bisogno di sintonizzarsi sul mondo teenager che non distingue un prete da un dark e le dico che comunque è il mondo del cinema e della tv che impone questi modelli e che il pubblico subisce e basta ecco perché c’é l’underground, per dire no, non sempre no, ogni tanto forse, per far vedere che oltre il sangue c’è di più e la tizia dice ah e penso all’assegno per la caparra del castello, quello con il fossato e un cimitero dietro così vero che sembra vero…

SOMEWHERE

ESTERNO ESTERNO

Un lungo tappeto rosso, flash al bordo intermittenti, la camera fa una carrellata e zoomma. Bette Davis e Freddy Kruger , Anthony Hopkins che dice qualcosa. Luci.

Post it, nel mio discorso di ringraziamento dico che comunque io non ho mai copiato da nessuno e caso mai vorreidire è il contrario e che l’originalità non è definibile, almeno a priori,post it uno zombie sul modello di bridget jones, liste che appaiono, movimenti di macchina a caso, post it un vampiro con un cane, il cane funziona sempre, decidere sul modello cioé la razza post it un gruppo di teenager fantasmi infesta una scuola costruita su un cimitero, ex cimitero,che adesso è una chiesa forse sconsacrata che è un centro commerciale che qualcosa post it un serial con un mondo apocalittico dove qualcuno fa qualcosa molti effetti speciali post it un mondo distopico dove gli zombie hanno preso il comando e stanno cercando di vincere una battaglia infinita contro i vampiri e gli zombie sono parecchio invidiosi perché obiettivamente  i vampiri sono vestiti molto meglio e molto più fighi finale da decidere post it germania anni 30 c’è un vago sentore di dittatura un gruppo di vampiri rivoluzionari che stanno cercando di mettere a punto con la bayer una medicina per farli uscire di giorno solo che gli scienziati sono delle spie americane e trovare titolo post it berlino anni 60 il gruppo di vampiri sopravvissuti al nazismo cerca di aiutare un gruppo di teenager tedeschi a saltare il muro solo che sono tutti fan di james dean , da rivedere post it degli alieni, ma abbastanza divertenti stanno cercando di invadere la terra solo che il loro progetto è scoperto da qualcuno dell fbi che è un vampiro che sta cercando di redimersi solo che si innamora di una strega che è una broker di wall street però abbastanza buona decidere se gli alieni contano ancora qualcosa e nel caso dargli battute decenti soggetto in due cartelle america anni sessanta siamo al tempo delle missioni lunari, il governo sta effettuando decine di missioni spaziali sulla luna tutte molto segrete perché hanno scoperto qualcosa di terribile un gruppo di teenager con la scusa di girare un documentario stanno investigando e scoprono che tutti gli astronauti sono vampiri che hanno preso il posto degli astronauti veri e questi in realtà erano in una colonia da milioni di anni sulla faccia nascosta della luna finale da decidere chi far vincere e se far stare brad pitt con i vampiri o no titolo provvisorio per il mercato internazionale space oddity ricordarsi di chiedere a bowie quanto vuole per i diritti della canzone e se per caso è disposto a fare il lancio del film come ziggy stardust

luce improvvisa, ricordarsi di non addormentarsi con la tv accesa su fox

FOR SALE

 

INTERNO GIORNO

 

Un ufficio al duecentesimo piano di zona centrale di grande città del nord. La camera zoomma su un altro palazzo di trecento piani fuori dalla finestra che luccica come un alveare marziano e panoramica sull’arredamento post qualcosa design semilusso dell’ufficio. Sottofondo con coldplay featuring ivazanicchi, forse. Luci seminaturali, incombenti &fastidiose.

Non so ancora se devo abituarmi a questo post-underground, il tizio mi ha scritto che preferiva vedermi dove lavora, volevo dirgli che noi nell’underground lavoriamo dappertutto ma ho guardato le sedie di design e il tavolo di almeno 30 mt tutto in plastica rossa trasparente e volevo dirgli non-credere-di-comprare-un-po’-di-vero-underground-con così-poco, ma ho pensato al kodak theatre e alla riviera e a cosa potrei dire alle premiazioni e ho sorriso tipo squalo e ho pensato ok.

Al tizio si aggiunge una tizia che ha frugato nel guardaroba di LadyGaGa e mi guardano e io guardo il panorama, la tizia aipadda il tizio guarda la tizia aipaddare io non mi ricordo di cosa dovremmo parlare, il mio producer è ancora a Cuba per le location di When I was Dead, io ho dato buca al mio amico esorcista che doveva portarmi a vedere una chiesa che ha sconsacrato e che pensa dovrei usare come set, poi mi viene in mente che è per Again, solo che non mi sono portato gli appunti perché il plot è un po’ complicato.

La tizia dice che proprio stavano parlando di Again e di come erano, si ferma a pensare, “avvinti” dalla cosa, per un attimo penso a carpenter ma è un sostantivo, e che è vero c’è bisogno di storie nel cinema italiano, penso anche bonifici,e inizia uno spiegone che si è scritta come se io fossi il producer e stesse cercando di vendermi un copione io a un certo punto mi perdo e penso a When I was Dead e al castello non riscaldato.

Il tizio a un certo punto la interrompe,’sta scena mi ricorda Scandalo A Philadelphia e qualcuno in questo momento dovrebbe portare dei martini, e dice che Again è qualcosa, è proprio vero che qui non siamo underground, e che vede bene la cosa come possibile serie, serie seriale dice,e per un attimo penso che stia parlando di When I was Dead di come anche gli oscar dovrebbero dare un occhio e se per caso hanno perso anche loro la mia mail come quegli sbadati snobboni di Cannes…..